L’Ente Nazionale per l’Intelligenza Artificiale (ENIA) ha presentato ufficialmente le Giurie di Comunità dell’AI, un progetto innovativo che prenderà il via a settembre 2025 e che punta a creare un modello civico unico nel panorama europeo.

L’iniziativa, ideata e promossa dalla presidente Valeria Lazzaroli, nasce con l’obiettivo di rafforzare la fiducia tra cittadini e sistemi intelligenti, promuovendo percorsi di alfabetizzazione digitale e una partecipazione diffusa sul territorio nazionale.

Il coordinamento del progetto sarà affidato all’avv. Clizia Grimaldi, responsabile del Dipartimento Studi Teorici di ENIA e referente per l’Emilia-Romagna. La città di Treviso sarà tra le prime a sperimentare le Giurie, sotto la guida dell’avv. Alberto Bozzo.

Un modello di democrazia algoritmica

Le Giurie rappresentano il primo esperimento su scala nazionale in Europa di democrazia algoritmica: un sistema che integra trasparenza, inclusività e partecipazione civica. La loro missione si articola in tre direzioni principali:

  1. Alfabetizzazione civica e digitale – percorsi di formazione sull’AI rivolti a cittadini e istituzioni locali.
  2. Ricostruzione della fiducia – promozione del dialogo e della trasparenza tra comunità e tecnologia.
  3. Tutela sociale – monitoraggio dei rischi legati all’uso di sistemi di intelligenza artificiale, come bias e discriminazioni.

Strumenti e infrastruttura

Le Giurie saranno supportate da due strumenti già in sviluppo presso ENIA:

  • Horizon Sandbox, per la valutazione preventiva di tecnologie AI ad alto impatto sociale.
  • Squadre di Red Teaming, incaricate di testare robustezza, sicurezza e inclusività dei sistemi.

A questi si aggiungerà una piattaforma digitale nazionale che raccoglierà dati e risultati, consentendo un monitoraggio costante delle attività e delle esigenze emergenti sul territorio.

Una nuova alleanza tra persone e tecnologia

Secondo Valeria Lazzaroli, l’obiettivo non è quello di creare nuova burocrazia, ma una vera e propria alleanza tra cittadini e tecnologia, in cui l’intelligenza artificiale diventi un bene comune, spiegabile e trasparente.

Con il lancio delle Giurie di Comunità dell’AI, ENIA apre così la strada a un modello partecipativo che potrebbe diventare punto di riferimento per altri Paesi, contribuendo alla costruzione di una infrastruttura di fiducia digitale e alla coesione sociale.


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